L’erba del vicino è sempre più verde? Consigli per un prato perfetto

erba prato verde

L’erba del vicino è sempre più verde? Consigli per un prato perfetto

Vieni a scoprire i 10 (+1) segreti per fare tu invidia ai vicini!

L’erba del vicino è sempre più verde?

Probabilmente perché lui ha seminato a settembre!

Eh, lo so… arriva la primavera, le belle giornate, i primi caldi e ci viene in mente che insomma… il nostro prato proprio bello non è: <<dai che lo sistemiamo così per l’estate ce lo possiamo godere un po’>>. Nulla di più sbagliato!

Le specie che compongono i miscugli da tappeto erboso sono microterme, ossia prediligono le basse temperature per crescere bene. Seminando a marzo il clima è favorevole però, col passare delle settimane, il caldo aumenta e il mio prato rallenta lo sviluppo fino anche a fermarsi ed andare in dormienza estiva (un po’ come un letargo al contrario), per risparmiare le forze in attesa che le temperature si abbassino. Il problema è che invece le infestanti tipiche del prato sono macroterme, cioè amano le alte temperature. Con i primi caldi di fine aprile – inizio maggio prendono vigore e, approfittando del rallentamento della nostra erbetta, ne aggrediscono gli spazi andando a rovinare completamente l’estetica del manto erboso.

Come fare quindi? Il prato si deve seminare e rigenerare in autunno. Non ci sono alternative. Facendo così avrà a disposizione settembre, ottobre, novembre, marzo e aprile per irrobustirsi… ben 5 mesi di vantaggio sulle malerbe! Ma non è finita qui: un prato robusto può essere “immunizzato” applicando dei diserbi preventivi, cioè dei prodotti che vanno addirittura ad impedire la nascita e lo sviluppo delle infestanti! Questi antigerminanti non sarebbero tollerati da un tappeto erboso di poche settimane e pertanto non potrebbero essere applicati ad un prato seminato in primavera!

Bagni il prato la sera?

E’ l’errore più comune, e anche il più grave, se vuoi avere un bel prato!

Irrigando la sera il manto erboso rimane bagnato per oltre 8 ore prima che il sole vada ad asciugare. Questo fattore, unito alle alte temperature estive, crea l’habitat ottimale per lo sviluppo di malattie fungine. C’è però un ulteriore problema: a differenza dei funghi commestibili, quelli dannosi per il prato non hanno la tipica forma “a fungo” isolata e ben distinguibile in mezzo al giardino! Sono microscopici e quello che noi vediamo è il danno creato dalla loro presenza: un ingiallimento diffuso più o meno uniforme sul manto erboso… insomma, proprio come se fosse secco e mancasse acqua! Saremo quindi portati a bagnare pensando di risolvere il problema, andremo invece a diffondere il patogeno peggiorando la situazione.

Come fare quindi? Intano sfatiamo un mito: l’erba non “brucia” se viene bagnata di giorno, non ha una superficie fogliare così estesa da raccogliere gocce d’acqua che facciano l’effetto lente d’ingrandimento andando a ustionare la foglia. Il periodo migliore è quindi il mattino presto, quando il terreno è fresco e non si corre il rischio di generare umidità; il sole poi avrà tempo di asciugare l’acqua in eccesso che il prato non ha avuto necessità di assorbire.

 

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